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NAD – vivere un sogno

“Essere il sogno!”

Sono molto contenta di condividere l’iniziativa del 29 e 30 giugno presso la bellissima casaforte medievale di Chianocco con Antonella Usai e la Compagnia NAD, due giorni ricchi di eventi con lo scopo di raccogliere fondi e far conoscere le attività che presto saranno ospitate nel centro: io offrirò una pratica yoga.


Conosco Antonella da molti anni ed abbiamo sempre condiviso sogni, paure e timori, in amicizia, con grande entusiasmo, passione e visione. Sì! Una visione di come vogliamo che il mondo sia. E ancora oggi continuiamo a farlo.

Molti anni fa ho ascoltato il sogno di Antonella che aveva già fondato l’associazione Nad, nascere alla danza. Il sogno era acquistare una yurta che le permettesse di allestire un teatro da mettere a disposizione per creare spettacoli, iniziative sociali, praticare yoga, creare “inclusione”. La yurta del sogno si è trasformata in un bellissimo centro in bioarchitettura costruito utilizzando materiali naturali come legno, paglia e terra cruda, con scelte all’avanguardia in termini architettonici e paesaggistici. Il centro nasce anche con l’intento di sviluppare progetti culturali legati allo sviluppo di una coscienza ecologica e a tematiche di tutela dell’ambiente. Il progetto è sostenuto da un gruppo di persone che condividono l’obiettivo comune della consapevolezza corporea ed ecologica, nella realizzazione dei principi su cui si fonda l’associazione e che potrebbero essere sintetizzati in:

imparare ad abitare il corpo per imparare ad abitare il mondo.

Antonella sostiene, e io concordo, che c’è un legame indissolubile tra il nostro corpo e quello che in India viene chiamato “Bhumi” ovvero il corpo della Terra. Per questo Antonella e i membri della sua associazione hanno sognato un centro immerso nella natura e fatto il più possibile con materiali ecocompatibili, perché credono, e crediamo, profondamente che il rispetto verso l’essere umano e quello verso la natura siano da coltivare insieme.
Il sogno diventa uno spazio dove le persone possono incontrarsi e scambiarsi la visione di un corpo e di un mondo e insieme imparare ad abitare il corpo per imparare ad abitare il mondo, il che ci conduce direttamente al detto di Gandhi

“sii come vuoi che il mondo sia”. 

Lo yoga è per me semplicità e una profonda connessione con la natura, con le forze che sostengono la nostra vita. Probabilmente è ciò di cui la nostra era ha veramente bisogno, per andare oltre la divisione, trovare l’unità non solo con altri esseri umani, ma con tutto il pianeta terra. Con lo yoga possiamo trovare un modo per fare la pace con i nostri corpi, senza imporre, forzare, obbligare. In questo modo la pratica yoga diventa un incontro amichevole del corpo e della mente e la bellezza può emerge dal profondo di noi stessi.

Coltivare la pace interiore è la proposta della pratica Yoga per dare voce allo spirito di rivolta che, anziché promuovere un comportamento cinico e indifferente, può fare dell’individuo il vettore di trasformazione della storia e della società come portatore di fratellanza e di pace. La ‘scienza dello Yoga’ non può essere limitata unicamente a qualche esercizio fisico e di concentrazione, è invece il sentiero della rivoluzione interiore che converte l’essere umano da separato e frammentato a completo, interconnesso e unito con tutti gli altri esseri e con il mondo.